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ANDAR PER MASSERIE


Piazza Ciaia era e resta il cuore pulsante di Fasano. Un “salotto” elegante in cui riconoscerai la vera anima della comunità locale e la sua memoria storica. Tra vari segni identitari culturali e sociali, vi distinguerai sul suo pavimento lastricato di bianca pietra calcarea lo stemma civico: un faso o colombaccio attorniato dalla croce di Malta
Governata infatti dai Cavalieri di Malta per lunghi 500 anni, Fasano aveva in questa Piazza al posto dell'attuale Palazzo Municipale, un castello, residenza del Balì e residenza della guarnigione militare dei Cavalieri.
Sull’intera Piazza Ciaia campeggiano tanti palazzi pubblici e privati di grande pregio architettonico, tra cui Palazzo Bianco, Palazzo Gaito, con la statua della Madonna del Pozzo, protettrice della città. Ma anche la Torre dell’Orologio, sede dell’Universitas con il suo ampio loggiato e attuale sede dell’infopoint turistico. e poi la tardo-cinquecentesca chiesa di S. Nicola, l’angolo di palazzo Mogavero-Pepe con la raffinata loggia, palazzo Brandi-Latorre, edificato nella seconda metà dell’800.
Ma se costeggerai il Palazzo Municipale, in direzione nord, ti troverai al centro dei corsi principali della città, corso Vittorio Emanuele, dove noterai altri palazzi, chiese e case alla fasanese, mentre, sul lato mare, imboccherai l’elegante corso Garibaldi, detto dai fasanesi il Corso dei Colucci, per la presenza in posizione centrale dell’imponente Palazzo Reale-Colucci.

Proseguendo verso est, si intraprende una strada che conduce al mare, passando dalla locale stazione ferroviaria e quindi da Largo Oronzo Guarini, in cui sarà possibile ammirare il mirabile Palazzo Colucci-Guarini, legato alla storia commerciale olivicola fasanese.

Immediamente dopo la stazione ferroviaria, ecco Masseria Maccarone. La tenuta, sottoposta al vincolo dei beni culturali, si estende intorno alla semifortificazione per 61 ettari nei quali sono presenti circa 20000 alberi di ulivo. All'interno delle mura di cinta la casa del pastore del 1500, la casa colonica del 1600, la casa padronale del 1754, la chiesetta privata del 1758, il frantoio del 1790 e la stalla del 1820. All'esterno delle mura di cinta, ma sempre all'interno della proprietà, è presente un un ipogeo storico con frantoio (Laura Basiliana), anch'esso millenario, con all'interno ancora conservati i reperti storici dei sistemi di produzione oleicola praticati dai monaci basiliani, di origine greca.

vi è consigliata la sosta per una breve visita del frantoio antico e moderno, con la possibilità di fare degustazioni e acquisto degli olii aziendali.

Scopri di più: www.oliomasseriamaccarone.com

proseguendo ancora verso il mare, si raggiunge Egnazia. La città, citata dagli autori classici per la sua posizione geografica privilegiata, fu scalo commerciale strategico nel collegamento tra Occidente e Oriente. Il primo stanziamento sorse nel XVI secolo a.C. ed ebbe continuità di vita fino all’età del Ferro, quando tutto il territorio della Puglia era abitato dagli Iapigi. Intorno alla fine del VI sec. a.C., Egnazia si connotò come insediamento della Messapia, corrispondente alle attuali province di Brindisi e Lecce. A partire dal III sec. a.C., con la presenza romana nel territorio, la città subì trasformazioni dal punto di vista urbanistico e dal I sec. a.C. acquisì lo status di municipium, assumendo grande importanza grazie alla presenza del porto e della via Traiana. Dal VI sec. d.C. la parte bassa dell’abitato venne progressivamente abbandonata e lo stanziamento continuò sull’Acropoli, fino al XIII secolo.
Scopri di più: Museo e Parco Archeologico di Egnazia

Andando verso sud, si giunge fino al porto vecchio di Savelletri, borgo di pescatori e frazione costiera di Fasano. Qui, tra le case dei pescatori e luoghi di ottima ristorazione del pesce, si respira tanto l’odore del mare quanto una dolce lentezza di chi qui da generazioni ha scelto di farsi ispirare dal vento e dal piacere dell’attesa.

Dopo una breve sosta per un gelato o un aperitivo sul mare, si riprende il viaggio verso la piana olivetata e le masserie che costellano il territorio fino a Fasano.
Ed ecco svettante, la masseria castello di Pettolecchia, sede carcerile dei Cavalieri di Malta e quartier generale della famiglia Palmieri, dedita ai commerci di olio in tutto il mediterraneo; Masseria san Leonardo; Masseria San Lorenzo e l’Abbazia di Sant’Angelo de’ Grecis. di quest’ultima il primo nucleo risale all'XI-XII secolo, quando era possedimento benedettino dipendente dall'abbazia di San Nicola di Casole (Otranto); all'interno si trova una splendida chiesa del tardo Seicento, fatta edificare dal cardinale Giuseppe Renato Imperiale; al 1798 la tenuta è di proprietà della famiglia Amati-Colucci che vi ha allestito negli spazi dell'antico frantoio ipogeo un museo dell’olio che conserva macchinari storici e attrezzi della civiltà contadina.

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