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CHIESE FASANO


Piazza Ciaia era e resta il cuore pulsante di Fasano. Un “salotto” elegante in cui riconoscerai la vera anima della comunità locale e la sua memoria storica. Tra vari segni identitari culturali e sociali, vi distinguerai sul suo pavimento lastricato di bianca pietra calcarea lo stemma civico: un faso o colombaccio attorniato dalla croce di Malta
Governata infatti dai Cavalieri di Malta per lunghi 500 anni, Fasano aveva in questa Piazza al posto dell'attuale Palazzo Municipale, un castello, residenza del Balì e residenza della guarnigione militare dei Cavalieri.
Sull’intera Piazza Ciaia campeggiano tanti palazzi pubblici e privati di grande pregio architettonico, tra cui Palazzo Bianco, Palazzo Gaito, con la statua della Madonna del Pozzo, protettrice della città. Ma anche la Torre dell’Orologio, sede dell’Universitas con il suo ampio loggiato e attuale sede dell’infopoint turistico. e poi la tardo-cinquecentesca chiesa di S. Nicola, l’angolo di palazzo Mogavero-Pepe con la raffinata loggia, palazzo Brandi-Latorre, edificato nella seconda metà dell’800.
Ma se costeggerai il Palazzo Municipale, in direzione nord, ti troverai al centro dei corsi principali della città, corso Vittorio Emanuele, dove noterai altri palazzi, chiese e case alla fasanese, mentre, sul lato mare, imboccherai l’elegante corso Garibaldi, detto dai fasanesi il Corso dei Colucci, per la presenza in posizione centrale dell’imponente Palazzo Reale-Colucci.

Proseguendo verso est, si intraprende una strada che conduce al mare, passando dalla locale stazione ferroviaria e quindi da Largo Oronzo Guarini, in cui sarà possibile ammirare il mirabile Palazzo Colucci-Guarini, legato alla storia commerciale olivicola fasanese.

Immediamente dopo la stazione ferroviaria, ecco il Parco rupestre di Lama d’Antico dove sarà possibile sostare per una breve visita.
Considerato tra i più grandi della regione, l’insediamento rupestre di Lama d’Antico offre la possibilità di vivere un’esperienza suggestiva in un contesto naturalistico e archeologico costellato da olivi secolari davvero speciali.
Fu popolato già a partire dal X secolo d.C., sebbene in considerazione di alcuni rinvenimenti archeologici avvenuti nella zona, sarebbe presumibile una continuità insediativa dalla preistoria sino alle soglie dell’età moderna.
Toglierà il respiro per la sua bellezza la camminata che farai lungo i costoni della lama, fiume fossile oggi ricco di fauna e flora mediterranea.Il tuo sguardo si indirizzerà verso le tante cavità naturali ed artificiali dalle dimensioni e forme più varie.
Hanno un qualcosa di misterioso le abitazioni in grotte, connesse in un sistema di aggregamento spontaneo e in perfetta armonia con il contesto naturalistico. Individuabili a diverse altezze legate da sentieri e da scalette ricavate nel tufo. Non ti sfuggirà la vista di sistemi di canalizzazione per la raccolta delle acque, di cisterne, di prese d’aria, camini, nicchie per i più diversi usi, oltre a panche e giacigli dove gli abitanti di questi posti riposavano. Non mancano poi ambienti di lavoro come i frantoi e granai, un tempo fondamentali per l’economia rurale dell’insediamento.
In particolare, quanta meraviglia riserva ai tuoi occhi la chiesa di Lama d’Antico, ricavata nella parte centrale e sopraelevata della lama, con una facciata imponente e in origine completamente affrescata. Un tempo era al centro di un percorso importante, nei pressi della via Traiana, tragitto seguito innanzitutto da pellegrini diretti in Oriente. La presenza della cattedra vescovile fa immaginare che il santuario ricoprisse la rilevante funzione di chiesa episcopale. La chiesa doveva essere completamente affrescata, mentre lungo le pareti che vanno dall’ingresso fino alla navata più piccola sono state scavate 23 arcate cieche affrescate con figure di santi vescovi.
Nell’abside si ammirano tracce di pittura più chiare, con una Deesis dell’XI-XII secolo, composta dal Cristo in trono, inserito in una mandorla fra l’Odegitria (Madonna Nikopoia) e il Precursore (San Giovanni Battista). In basso compaiono tracce dei simboli apocalittici degli Evangelisti come il leone per San Marco, il bue nimbato per San Luca.
Scopri di più: www.lamadantico.it

Proseguendo tra olivi e masserie storiche, si giunge a Masseria Lamapecora, Costruita a fine Ottocento, è una masseria immersa in più di settecento olivi secolari, dove la vita è ancora scandita, proprio come un tempo, dai ritmi e dalle attività legate alla natura.

Strutturalmente è composta da due nuclei architettonici: il primo, più antico, in principio utilizzato come deposito e alloggio contadino; il secondo, più maestoso, strutturato su più livelli, sede abitativa della famiglia proprietaria. Oltre alle strutture in tufo e pietra, Lamapecora è ricca di spazi preposti ad ospitare piccoli e grandi animali: le stalle per le mucche, lo jazzo per le pecore, l'aia per le galline e spazi attrezzati per capre, maiali e tacchini.
Ad arricchire il paesaggio, un giardino di agrumi e piante fiorite in ogni dove.

Dagli anni Settanta del secolo scorso, la famiglia Tauro ha acquistato la masseria e gli appezzamenti di terreno circostanti per farne una azienda agricola con produzione propria di prodotti caseari e olio extra vergine d'oliva. Scopri di più: www.lamapecora.com

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